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Mondiali di sci studenteschi, promo inesistente
Thursday 07 January 2010

Mi sono perso qualcosa?  E’ passata  l’epifania e devo ancora vedere un pezzo, un solo frammento di messaggio pubblicitario dei mondiali studenteschi sugli sci. Non c’è uno straccio di promozione affissa che presenti questa manifestazione da nessuna parte! Era quantomai presumibile che dopo l’iniezione di denaro (circa tre milioni di euro) ci fosse almeno il buon senso o la responsabilità di farne una vetrina per la comunità e per  lo stesso  Trentino. Pensavo, ahi, cosa ho mai detto, pensare fa male a Folgaria, comunque lo ridico, pensavo di vedere durante le festività, enormi gigantografie con impresso il logo dei mondiali. Un logo giovane ed innovativo creato dagli studenti dell’istituto d’arte Depero.  Pensavo di vedere dei richiami affissi ad ogni angolo del paese, all’ingresso , all’uscita, fuori dalle finestre, dentro gli hotels, la monopolizzazione delle vetrate dell’apt. Alle partenze degli impianti, sul trenino, sullo skibus,  negli uffici ski pass, nelle scuole di sci, nelle tabaccherie.  Radio, televisioni, giornali, internet... Niente di niente, un solo link sul  sito apt. Voi avete visto altro?  Nulla! Nemmeno un fottutissimo adesivo; anzi forse uno l’ho visto attaccato da qualche parte. Sembrava che l’evento degli eventi targati 2010 dovesse trasformare Folgaria, tanto che la provincia ha sbadilato dall’inesauribile mucchio una sufficiente quantità di denaro o no? Dalle altre parti quando  c’è un evento lo gridano ai quattro venti,  la val di Fiemme pubblicizza i mondiali 2013 di sci in ogni occasione, con ben quattro anni d’anticipo. A cosa servono queste competizioni se non a dare visibilità alla località?  Pensavo che lo sbattere in faccia a quei pochi turisti arrivati il promo di una manifestazione a  taratura mondiale fosse un’ovvia operazione marketing.  E dove se non nei luoghi  legati al mondo dello sport e dello sci?  Luserna, erroneamente definita la cenerentola degli altipiani, che ha a disposizione ben misere risorse se raffrontate a queste, si rende visibile e si pappa ad ogni evento migliaia di presenze con la sola forza dell’immagine messa con intelligenza ovunque.

 

S. Omer

 
Storie già viste che si ripetono...
Tuesday 05 January 2010

Durante il periodo pre-Olimpiadi le solite "cassandre" avevano avvertito che le milionate di euro che stavano arrivando a Torino per le Olimpiadi non erano altro che fumo negli occhi e che sarebbero servite solo ad ingrassare i portafogli dei soliti noti.

Un po' la stessa cosa che sta avvenendo in Folgaria con i 3 (tre) milioni di euro che la provincia ha destinato a Folgaria per i "mondiali studenteschi di sci" e che sono di fatto già spariti..ci ritroveremo anche noi a discutere fra un po' di anni sull'inutilità delle strutture (pista "agonistica" in testa) e gli altri costosi regali fatti dall'amministrazione comunale alla Carosello e sui soldi della Comunità buttati in progetti studiati per rimpinguare le tasche dei soliti "4 dell'Ave Maria"..

 

L'INCHIESTA

Torino, a quattro anno dai Giochi
cattedrale olimpica abbandonata

Trampolini, pista di bob, slalom: "Impianti milionari nel degrado". Sulle rampe di lancio dei saltatori con gli sci si sono staccate due slavine di ALBERTO CUSTODERO

Torino, a quattro anno dai Giochi cattedrale olimpica abbandonata
ROMA - Un cartello affisso su una grata metallica che transenna l'ingresso dei trampolini olimpici di Pragelato avvisa: "pericolo valanghe, vietato l'accesso". Un monito più che reale: sulle rampe di lancio dei saltatori con gli sci, e sulla pista di atterraggio, si sono staccate due slavine. Si trova in queste condizioni, abbandonato a se stesso, lo ski jumping di Torino 2006 che ci invidia tutto il mondo. 

Quando era stato costruito, s'era scelta - al posto di una struttura provvisoria da smontare dopo l'evento olimpico - una soluzione in cemento armato da 34,3 milioni di euro. E s'era disboscata mezza montagna per creare due salti da gara e tre da scuola, col fine di proseguire nel tempo l'attività agonistica, creare un vivaio di atleti dell'arco alpino occidentale. E affittare l'impianto alle squadre internazionali. Appena 47 mesi dopo le Olimpiadi torinesi, il trampolino di Pragelato è una cattedrale nella neve, abbandonato a se stesso, così com'è chiuso e inutilizzato il jumping hotel costruito alla base dell'impianto: un mega albergo da 120 posti letto. Suona a mo' di beffa lo striscione con le insegne del "Torino Olimpic Park" e la scritta "benvenuti!". Viaggio nei siti olimpici abbandonati a 4 anni dalle olimpiadi torinesi. 

Il caso dello ski jumping non è isolato: in effetti, tutti gli impianti alpini di Torino 2006 (il fondo sempre a Pragelato, il biathlon a San Sicario, il bob di Cesana costato 61,4 milioni che forse chiuderà alla fine di gennaio e le piste di discesa della Via Lattea), si trovano nelle stesse condizioni di abbandono. Su questi siti non si disputerà più nessuna gara: pur essendo, si può dire, ancora nuovi e fiammanti avendo appena 4 anni di vita, sono scomparsi dalla programmazione degli appuntamenti internazionali con grave danno per l'economia locale e l'immagine del comprensorio sciistico. È davvero uno scandalo, denuncia in una lettera aperta il presidente della Fisi Piemonte, Pietro Marocco, che "questi impianti olimpici siano sottoutilizzati o del tutto inutilizzati in queste condizioni di abbandono proprio nella stagione invernale, la più intensa dal punto di vista agonistico". Magra consolazione è il fatto che in estate, in pieno agosto, sia stata assegnata una gara del summer grand prix all'impianto di salto che ha un costo di manutenzione stimato in 1.161.226 euro. 

Sempre a Pragelato c'è, inutilizzata dal punto di vista agonistico, la pista olimpica di sci di fondo, un investimento di una ventina di milioni di euro per cablare i 10 chilometri dell'anello olimpico, mettere a norma la valle dal rischio alluvione, creare un lago per l'innevamento artificiale, l'acquisto di 12 cannoni sparaneve. Tutti questi costosissimi impianti non servono più a nulla: quest'anno, per la prima volta da quando esiste la pista, non si disputerà alcuna gara, né locale, né nazionale, né internazionale. Il sito olimpico, fiore all'occhiello del fondo nazionale, è declassato a banale pista turistica. Stessa sorte tocca, a San Sicario, all'impianto olimpico del biathlon. Lo stadio che ospita il poligono di tiro (l'unico autorizzato del Torinese), è sommerso e seminascosto dalla neve. Gli atleti del comitato Fisi, con una pista olimpica a disposizione, sono costretti ad allenarsi in altre province. Intorno al poligono, la pista del biathlon non è neppure battuta. Costo per la costruzione del sito, 25 milioni di euro. Stessa sorte tocca alla pista "Giovanni Agnelli" di Sestriere, simbolo delle gare di discesa, lo slalom speciale notturno. L'impianto di illuminazione, costato 7 milioni di euro, è spento. Sulla pista di Alberto Tomba - e sugli impianti olimpici alpini - è calato il buio. 

La Repubblica - 5 gennaio 2010

 
Confusione di principi e auguri a tutti o quasi
Tuesday 22 December 2009
Signor sindaco quanta ipocrisia nell’editoriale di Folgaria Notizie, ma Lei pensa veramente che ci siano ancora tanti merli che credono a quello che scrive? Forse sì. Lo dimostra mettendo nero su bianco tanta gratuita retorica, una facciata che s’infrange miseramente in ogni occasione in cui il cittadino osi interpellarla. Le belle parole improprie del testo non sanno uscire dalle righe della pagina, la realtà è ben diversa. Il suo pensiero esprime una contraddizione di fondo e gli auguri all’intera comunità suonano come una campana rotta: non arriva nemmeno alla fine dello scritto che si tradisce con l’intolleranza a chi la pensa diversamente. Il municipio, secondo lei, diventa il pilastro su cui si basa la convivenza civile e democratica, simbolo di prestigio e dignità della popolazione. Si sbaglia, il bell’ edificio è soltanto un luogo per amministrare, diciamo così, ma non è quello che  identifica  la comunità. Sono le persone che danno lustro e autorevolezza alla “magnifica”. Il denominatore in cui ci riconosciamo non sono i mattoni o il cemento dello stabile, in realtà, questa è una comunità che non si riconosce più, che ha perso i principali valori. Le divisioni abilmente alimentate nel tempo – periodo a lei non estraneo in quanto ricopriva cariche amministrative di rilievo- hanno minato idee, condivisioni e differenze che fanno la vera libertà di una popolazione. L’istituzione da lei presieduta è stata - gli esempi sono recenti - fomentatrice di egoismo e del far da sé. Forse, durante le riunioni pubbliche  dovrebbe farsi riprendere con un telefonino e poi, guardarsi e  riflettere sull’improprio atteggiamento che adotta nei confronti del cittadino. Inutile ricordare ai componenti della giunta che distinguere i buoni dai cattivi in questo stato di cose è impresa discutibile.  I volenterosi amministratori che tutti i giorni parcheggiano le loro auto sotto il municipio e lavorano con passione ed amore (i buoni), sembrano essersi dimenticati alcune cosucce sparse qua e là sul territorio.  Luoghi dimenticati e trascurati che la dicono lunga sull’appassionata dedizione. Iniziamo con le ex aree sciistiche dismesse con ancora i vecchi tralicci arrugginiti e  le fatiscenti stazioni, l’ex pizzeria di Fondo Grande crollata durante lo scorso inverno e ancora lì come benvenuto ai prossimi mondiali studenteschi, l’antica segheria veneziana dei Tezzeli gravemente danneggiata e nessun intervento di salvaguardia, le caserme degli alpini di Passo Coe tutt’altro che simbolo di tutela territoriale e certificazione ambientale.  Se non desiderassimo smetterla di torturarci potremmo continuare con l’ignobile trattamento che viene  riservato alle malghe dell’altopiano, le icone dell’alpe, lasciate senza la minima manutenzione; i tetti senza tegole di malga prima Posta, seconda Posta, Melgna, Pioverna, ecc.  Mancanze visibili soltanto da coloro che non hanno a cuore la comunità, che come dice Lei, non le vogliono bene.
 
L. Velasco
Ultimo aggiornamento ( Wednesday 23 December 2009 )
 
un piccolo appunto sulla solidarietà...
Thursday 17 December 2009

Il Progetto di collegamento con il Veneto della carosello ski di Folgaria coinvolgerà approssimativamente 78 milioni di euro di cui 17 milioni dati direttamente dalla PAT, 2,50 milioni li regalerà a fondo perduto il Comune di Folgaria (recuperato dalla "cassa Mondiali Studenteschi"...) e il restante dovrebbe arrivare da un operazione "dragamine" fra gli operatori commerciali Folgaretani, e Imprenditori vari -che come prevedibile, questi soldi li faranno tirare fuori alla provincia-.

 

Permettetemi una piccola nota polemica, certamente impopolare

 

Questi 78milioni di Euro coinvolgono direttamente approssimativamente 800 persone fra albergatori e "indotto" del Turismo sui circa 3000 residenti sull'altipiano di Folgaria...

Il Governo, subito dopo il terremoto in Umbria ha stanziato 50millioni di euro per circa 60.000 persone (senzatetto ecc ecc), persone che hanno, in quel sisma, perso tutto..

rendiamoci conto:

78milioni per 800 persone contro 50milioni per 60.000 persone.

 

Non penso serva aggiungere altro

Jurgen

Ultimo aggiornamento ( Thursday 17 December 2009 )
 
folgaria notizie?
Wednesday 16 December 2009

E' evidente che il sindaco e la giunta sono in difficoltà...le assemblee con la cittadinanza hanno da una parte evidenziato il sempre minor interesse dei residenti (veri) dalla giunta e dall'altra si è notato un generale malcontento con ripetuti interventi a sfavore delle scelte dell'amministrazione in tutte le località ai quali il Sindaco Toller ha risposto con arroganza e violenza, cose che un politico "in bilico" come lui non potrebbe mai permettersi.

In questa direzione va anche l'attacco presente su folgaria notizie, dove Toller parla ancora a sproposito di "persone che non vogliono bene alla comunità"...

Bene, ormai tutti i residenti (veri) hanno esattamente presente chi "non vuole bene alla Comunità" e i nomi sono i soliti da anni, coloro che hanno ridotto folgaria allo "straccio" odierno, banalizzandone l'offerta, devastando il teritorio facendo letteralmente "scappare" i residenti e i turisti. 

I ripetuti fallimenti dell'APT, il caso Pola, l'eterna confusione che Toller (e altri) hanno fatto e fanno tra pubblico e privato..i responsabili di questo clima "particolare" sono le persone che "non vogliono bene al paese", altro che balle e la giunta farebbe bene, una volta per tutte a capire che ormai il loro "gradimento" in paese è ai minimi storici, non basteranno né i contributi a pioggia (in stile Dellai) che Olivi si appresta a distribuire fra gli artigiani, né falsi progetti di sviluppo per l'altipiano, né due finti missili alle coe e men che meno il progetto di sviluppo verso il veneto che rappresenterà il "colpo risolutore al fegato" per gli altipiani a risolvere la situazione. Purtroppo il "Caso Folgaria" è un esempio in negativo che altri comuni in trentino citano quando si parla di spreco di denaro e risorse pubbliche, speculazione edilizia e devastazione del territorio, mala amministrazione e connivenza tra pubblico e privato...rendiamoci conto chi sono REALMENTE i nemici della comunità.

Folgaria e tutto l'altipiano meritano certamente di più di questo.

 

E' sempre più evidente che chi sta amministrando il paese è sempre più distante dal paese...

 

LK

Ultimo aggiornamento ( Wednesday 16 December 2009 )
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Il grande balzo e il raddoppio della ski area proprio come Wile il coyote di Chuck Jones
Friday 11 December 2009
Sarà per l’arlecchina presentazione multicolor del folder distribuito all’assemblea dei soci della carosello, sarà perché sull’altipiano è più facile buttare in vacca le cose che affrontarle nel verso giusto che quando leggo le headlines del fantomatico progetto impiantistico scoppio a ridere. In effetti ci sarebbe da piangere alla prospettata devastazione, ma mi rincuoro pensando al cartoon di Wile il coyote. Più precisamente ai balzi, come quelli del raddoppio di Cappelletti,  che lo sfigatissimo competitor è costretto a fare da una cima all’altra nel cercare di acciuffare il velocissimo pennuto Bip Bip. Di più, rido al pensiero del coyote che precipita con occhi sbarrati nell’abisso del canyon. Rido alla costruzione di una serie di improbabili aggeggi forniti dalla ditta ACME come soluzione all’insaziabile appetito. Un’ostinazione maniacale per raggiungere l’irraggiungibile, quello che si definisce fuori portata, tralasciando l’ovvietà e la perseguibilità di altre e più consone alternative. Un coyote che come Cappelletti vive nella logica dell’illogico e questo mi riporta qui, dove i balzi purtroppo sono una realtà.
Ultimo aggiornamento ( Tuesday 22 December 2009 )
 
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